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il Sisma in Albania

Un forte terremoto ha colpito, nella notte del 26 novembre, la zona della Albania settentrionale. La nostra strumentazione sismologica (sismometro e geofoni) ha registrato l’evento principale ed il successivo sciame sismico con numerose repliche anche di intensità elevata. Nello stesso giorno si è verificata anche una scossa violenta nel vicino territorio della Bosnia e, il giorno successivo, presso l’isola di Creta. La concomitanza di questi eventi induce a pensare ad una loro correlazione.

Questi eventi sismici trovano una spiegazione nella geofisica della zona adriatica e mediterranea. La zona adriatica è caratterizzata dalla presenza della microplacca Adriatica o Adria, di cui la Puglia e il salento costituiscono la parte meridionale. Da questa microplacca, considerata anche come la parte più settentrionale della grande placca africana, dipendono anche i fenomeni sismici che interessano l’Italia Centrale e che hanno interessato l’Italia del Nord-Est e la Pianura Padana. La microplacca adriatica spinge sia verso Nord, piegandosi sotto le Alpi, sia verso Sud, piegandosi sotto gli Appennini. L’immagine sotto mostra lo schema della placca adriatica.

La placca adriatica è la propaggine settentrionale della ben più grande placca africana, tra la placca euroasiatica e quella africana si trova anche la placca anatolica, che corrisponde al territorio della Turchia, la linea di separazione tra le due placche corrisponde al cosiddetto arco egeo che comprende Creta, Cipro e molte isole greche. La mappa riportata sotto mostra la situazione geotettonica del mar Mediterraneo.

Scossa Principale e Sciame Sismico

La scossa principale del sisma albanese è stata molto forte, stimata di magnitudine 6.5. L’immagine sotto mostra i dati presentati dall’INGV.

La scossa principale è stata seguita da numerose repliche, alcune delle quali piuttosto intense. I sismogrammi seguenti mostrano i tracciati ottenuti il 26 ed il 27 novembre dove si possono notare la scossa principale, le repliche e le due scosse che si sono verificate in Bosnia ed a Creta.

I tracciati seguenti mostrano i sismogrammi, registrati in formato mseed e visualizzati con il programma SeisGram2K. Nel primo tracciato vediamo la sequenza principale dello sciame sismico con le repliche di bassa ed alta intensità. Nel secondo tracciato viene mostrata la scossa principale. Come si può vedere le oscillazioni maggiori risultano tagliate in alto ed in basso perché il segnale ha saturato l’elettronica di lettura, in pratica lo strumento è andato a “fondo scala”.

Nel tracciato seguente è mostrato l’istante T0 del sisma e gli istanti di arrivo delle onde P e delle onde S, calcolati sulla base della distanza tra l’ipocentro del sisma e la nostra stazione sismica.

Nell’immagine seguente si mostra il tracciato dei sensori geofonici in risposta alla scossa principale. Rispetto al tracciato sismometrico si nota una maggiore risposta alle alte frequenze delle onde P ma una sensibilità ridotta alle onde superficiali di maggiore periodo. Il sismometro ha infatti registrato le oscillazioni prodotte dalle “lunghe” onde superficiali per almeno 20 minuti dopo la scossa principale.

Sisma in Bosnia

Tra le repliche del sisma albanese si è verificata anche una scossa piuttosto forte di magnitudo 5.3, avvenuta in zona balcanica, precisamente in Bosnia. Sotto si vede la scheda informativa dell’INGV.

Il tracciato sismometrico mostra chiaramente gli istanti di arrivo delle onde P e delle onde S.

Sisma a Creta

Il giorno successivo si è verificata anche una forte scossa di magnitudo 6.0 in prossimità dell’isola di Creta, distante dall’Albania e quindi non legata agli stessi meccanismi geofisici, la coincidenza temporale degli eventi appare però “sospetta” e lascia pensare che ci sia una qualche correlazione.

Il tracciato sismometrico è riportato sotto, si può notare la notevole intensità delle onde P rispetto ad altri sismi di minore magnitudo.

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